Disturbi del Comportamento Alimentare

L'ambulatorio a sostegno del DCA

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L'ambulatorio dei Disturbi del Comportamento Alimentare

La Casa di Cura Santa famiglia, da sempre attenti alla condizione femminile nella sua complessità, ha attivato un servizio di sostegno e cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Un luogo di accoglienza in un clima dove il giudizio è sospeso, per poter vedere oltre. Un ambiente terapeutico che possa promuovere un cambiamento volto alla salute psico-fisica.
La comunità scientifica propone per i DCA modelli multifattoriali che si rifanno a un’ottica bio-psico-sociale, diventa fondamentale il lavoro di equipe di vari professionisti che possano insieme costruire strategie multidimensionali con accenti diversi a seconda dei casi e della fase di malattia.
Anoressia, Bulimia e Disturbo da abbuffata compulsiva riguardano ormai il 10% della popolazione di sesso femminile di età compresa tra i 12 e i 25 anni e oramai sono sempre più frequenti anche nel mondo maschile. Oltre due milioni di giovani in Italia soffrono di disturbi alimentari. La diffusione dei DCA ha avuto una rapidità ed una rilevanza sconcertante negli ultimi anni, queste patologie si prestano bene a rappresentare la nostra epoca, connessi come sono all’immagine corporea, all’ossessione dell’apparire e all’abbondanza di cibo ma non dobbiamo confondere gli effetti patoplastici della cultura, quelli cioè che modellano la forma dei sintomi, con i processi patogenetici, che provocano le malattie.
L’attenzione estrema all’immagine corporea, al culto della magrezza non sono la causa ma la loro funzione sembra soprattutto quella di suggerire la strada attraverso la quale un malessere più profondo, grave, strutturale si esprime e cerca una sua risoluzione. L'origine e il decorso sono determinati da molte variabili (psicologiche, biologiche ed evolutive), vi è un eziologia multifattoriale.
Si potrebbe pensare ai DCA come una gabbia d'oro dove ci si sente protetti ma allo stesso tempo, ci si preclude la possibilità di vivere e di definirci. Arriva un momento in cui si deve far conto con il dolore, dargli voce e uscire dalla gabbia d'oro.
Il primo passo per uscire dalla gabbia è quello di chiedere aiuto.