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Gli approfondimenti di Senologia

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Le 5 leggende metropolitane sul tumore al seno

Il cancro della mammella ai giorni d’oggi è la neoplasia più frequentemente diagnosticata nel sesso femminile e la prima causa di morte per tumore nelle donne di età compresa tra 40 e 55 anni. In questo post sfatiamo alcuni miti che circondano questa patologia.

1. Il cancro della mammella è una malattia incurabile.

Falso: ad oggi, grazie alle moderne tecniche diagnostiche e terapeutiche, una donna alla quale è stato diagnosticato un cancro della mammella ha moltissime possibilità di guarire completamente. Infatti, se il tumore viene diagnosticato in fase precoce (e in questo sono essenziali l’autopalpazione e gli esami di screening come mammografia ed ecografia mammaria), esso può essere rimosso chirurgicamente e le poche cellule rimaste potranno essere spazzate via da radioterapia, chemio- e/o ormonoterapia, portando a guarigione completa dalla malattia.

2. Una diagnosi di carcinoma della mammella implica sempre il ricorso a terapie chirurgiche deturpanti.

Falso: oggi la mastectomia totale è una tecnica utilizzata solo in casi selezionati (ad es. malattia in fase avanzata, multicentrica, o in caso di forte familiarità). In molti casi è sufficiente un intervento di quadrantectomia (ovvero la rimozione di una losanga di ghiandola comprendente il tumore) con ricostruzione immediata della ghiandola mediante tecniche oncoplastiche, in modo che non sia alterata la forma e la dimensione del seno. E anche nel caso in cui si debba asportare l’intera ghiandola mammaria, il ricorso alla ricostruzione della mammella con tecniche protesiche è parte integrante dell’iter terapeutico.

3. Le protesi mammarie hanno una durata limitata e possono rompersi con facilità.

Falso: le protesi in gel di silicone che vengono più comunemente impiantate sono dotate di un involucro protettivo resistente agli urti e agli sbalzi pressori, quindi anche in caso di viaggi in aereo (temuti da molte pazienti portatrici di protesi al seno) le possibilità di rottura sono minime.

4. È impossibile prevenire il cancro della mammella.

Falso: ricorrendo all’autopalpazione e ai controlli strumentali di screening (ovvero ecografia mammaria e mammografia, esami complementari fra loro), possono essere diagnosticate alterazioni localizzate della ghiandola mammaria che corrispondono a lesioni pre-tumorali che potrebbero un giorno portare al tumore vero e proprio. In questi casi l’asportazione della lesione porta a guarigione, scongiurando l’evoluzione verso il cancro invasivo.

5. Dopo un intervento per cancro della mammella il ricorso alla chemioterapia è obbligatorio.

Falso: non tutti i tumori della mammella sono uguali e non in tutti i casi è necessario ricorrere alla chemioterapia. Infatti ogni tumore possiede un "marchio di fabbrica" costituito da 4 recettori utilizzati da oncologi, patologi, chirurghi e radioterapisti per decidere l’iter terapeutico dopo l’intervento chirurgico. Mettendo insieme questi dati con le dimensioni del tumore si giunge ad una decisione multidisciplinare che può vertere verso il semplice follow-up, la radioterapia isolata (tumori in stadio precoce), l’ormonoterapia (ovvero la somministrazione di farmaci ormonali che portano ad una menopausa farmacologica), la chemioterapia vera e propria o una combinazione di questi trattamenti.